La domotica è stata da quando sono in pensione fonte di sollecitazione per potermi inventare e realizzare congegni che mi dessero modo
di automatizzare la mia casa. Sono partito alla ricerca di apparecchiature di dimensione ridotte programmabili e versatili. Mi sono imbattuto in una scheda chiamata Arduino, uscita nel 2008 e dopo
averne testato ed apprezzato le potenzialità e la facilità d'uso, l'ho cominciata ad utilizzare e non l'ho più abbandonata.
Ho scoperto i vari add-on e tra questi una schedina wifi che tutt'ora utilizzo: la ESP8266-01.
Questa schedina di dimensione ridottissime mi ha permesso di costruire i miei truschini senza problemi e di seguito ne trovate di interessanti. Come primo progetto nel 2013 ho eseguito un semplice relè wifi. Ora trovando componenti sempre più miniaturizzati sono arrivato a quello che vedete in figura di misure molto contenute.
Questo relè era però pilotabile solo nell'ambiente Wi-fi di casa da un smartphone con app banalissima di attiva e disattiva oggetto: lampadina, caldaia, radio, lavastoviglie o altro. La cosa interessante è venuta quando ho voluto esagerare ed ho
cercato l'anno dopo di pilotare il suddetto relè anche da fuori ossia senza wifi ma solo con i dati forniti dalla scheda SIM telefonica. La cosa non mi prese molto tempo e realizzai un interuttore con
una banalissima SIM che poteva accendere o spegnere una qualsiasi apparecchiatura. Dal riconoscimento del mittente al momento della chiamata si abilitava o meno un relè collegato. Riconoscendo il mittente sul ring non vi erano costi vivi da sopportare, però le schede SIM perché non scadano vanno ricaricate ogni tanto e quindi la soluzione un costo di esercizio ce l'aveva. Ulteriore sfida
fu la realizzazione del sistema remoto effettivamente a costo zero, togliendo naturalmente il costo iniziale dell'oggetto. Per fare questo il parto della soluzione finale non è stato proprio facile e indolore, anche perché cercando e ricercando su Internet non trovai nulla che mi potesse aiutare
e dopo varie soluzioni tentate e poi abbandonate sono riuscito a realizzare il mio relè senza spese di esercizio. Il mio relè Internet si poteva pilotare da qualsiasi parte del mondo con un semplice smartphone. Lo battezzai SWITCH 1000 per le innumerevoli situazioni nelle quali utilizzarlo. In figura vedete due soluzioni: quella in custodia con terminali per agganciare rete 220V ed utilizzatore e la soluzione inclusa in un contenitore con una presa per utilizzatore e spina per la 220V.
Il circuito prevede oltre l'alimentatore ed il relè, la solita schedina ESP-01. La soluzione trovata non la consideravo una cosa geniale e nemmeno se fosse il modo più giusto e corretto, per raggiungere l'obiettivo, ma funzionava alla grande. Questo mi ha fatto ricordare quando nel lontano 1977 realizzai in Italcable dove ero impiegato, un sistema di memorizzazione su Floppy disk, di quelli flessibili di quegli anni,
di una serie di file invece di uno solo come eravamo abituati a fare fino ad allora. La soluzione non la consideravo al solito una gran trovata, ma sta di fatto che la utilizzavano quasi tutti i colleghi e questo mi diede molta soddisfazione. Praticamente invece di avere una libreria di Floppy con un solo file, ciascuno di noi aveva una libreria di files su un solo Floppy disk. Economia non da poco.
Però non sono molto costante nella realizzazione dei miei oggetti HW/SW, appena funzionano li provo per un po'. Tutto OK? Allora li metto via e ne inizio degli altri. Ho bisogno di crearmi nuovi stimoli creativi. La stessa cosa successe con il plastico del trenino elettrico
che come progetto durò quasi tre anni. Il progetto consisteva, oltre alla semplice costruzione del plastico in se da 2.50mt x 2.00mt, nell'automazione generale governata dal computer.
Infatti il PC teneva sotto controllo tutta la parte elettrica del plastico e cioè : 17 scambi, 3 incroci, 30 sensori direzionali di marcia, 42 binari corrente, 42 pali corrente linea aerea, 32 segnali e 70 lampadine tra lampioni e casette. Ci sono voluti chilometri di filo elettrico.
Si potevano far girare 7 treni contemporaneamente senza che si scontrassero tra di loro. Era uno spettacolo. Lo schema sul quale ragionava il programma sul PC era basato sulla mappa mostrata qui sotto. Ora il mio compito consisteva nell'accendere il sistema e di spegnerlo. Durante il funzionamneto il mio compito era solo quello di guardarlo. Faceva tutto da solo e capivo che era giunta
la fine del progetto e quindi l'abbandonai. Quanche mese dopo per necessità della stanza lo smontai tutto. Sotto quella tavola c'era una matassa di fili ben sistemati, ma se fosse successo un problema grave non avrei saputo nemmeno io dove mettere le mani.
A distanza di circa 15 anni dall'eliminazione di quel monumento all'automazione, mi vi è venuta voglia di farne un altro forse più semplice e con tecnologia tipo Ethernet sugli stessi binari quindi metri di filo ridottissimi. Questa è solo un'idea si vedrà.